SE AL CENTRO C’È LUI...Parrocchia e il circolo NOI “San Martino”

In mezzo all'oscurità di una città che non ha posto per il forestiero, di una città in pieno movimento e che sembrerebbe volersi costruire voltando le spalle agli altri, proprio lì si accende la scintilla rivoluzionaria della tenerezza di Dio. Papa Francesco ha ricordato che "il Figlio di Dio dovette nascere in una stalla perché non c'era spazio per Lui"; "a Betlemme si è creata una piccola apertura per quelli che hanno perso la terra, la patria, i sogni", tracciando un parallelo con l'attualità. Nei passi di Giuseppe e Maria si nascondono tanti passi: le orme di milioni di persone che oggi non scelgono di andarsene, obbligate a separarsi dai loro cari, degli emarginati, di coloro che hanno perso lavoro, casa, dignità e si trovano a sopravvivere agli Erode di turno. Natale è tempo per trasformare la paura in forza della carità che non si abitua all'ingiustizia e ha il coraggio, in mezzo a tensioni e conflitti, di farsi "terra di ospitalità". Nel Bambino di Betlemme, Dio ci viene incontro per renderci protagonisti della vita. Riprende Papa Francesco: "Si offre perché lo prendiamo tra le braccia, lo solleviamo e lo abbracciamo. Perché in Lui non abbiamo paura di prendere tra le braccia, sollevare e abbracciare l'assetato, il forestiero, l'ignudo, il malato, il carcerato". In questo Bambino, Dio ci invita a farci carico della speranza, a farci sentinelle per molti che hanno ceduto sotto il peso della desolazione per le tante porte chiuse. Alla III edizione e carichi di speranza, questa è la riflessione che vogliamo suscitare affinché il Bambino di Betlemme con la sua tenerezza rivoluzionaria ci svegli dall'indifferenza, apra i nostri occhi davanti a chi soffre e ci faccia sentire invitati a riconoscerlo in tutti coloro che incontriamo. E... solo se al centro ci sarà Lui sarà un vero NATALE!